Questo è un blog dove parlo dei libri che leggo. E siccome in questi anni leggo soprattutto romanzi di scrittori non occidentali, sarà un blog su romanzi non occidentali. Sono partita un po’ di anni fa leggendo gli scrittori giapponesi, poi sono arrivata in India, Pakistan e dintorni, con qualche viaggio in Israele, Nord e Sud Africa, passando per la Cina. Leggere romanzi ambientati in paesi non occidentali è un po’ come viaggiare in quei paesi, così come quando ero più giovane e leggevo i classici del ‘700 e del ‘800 mi sembrava di viaggiare nel passato.

Digiunare, divorare

October 4th, 2007

Anche un altro romanzo di Anita Desai, Digiunare, divorare, racconta l’estate di due fratelli, ma è ambientato in due luoghi diversi. La prima parte si svolge in una cittadina indiana dove Uma, la sorella maggiore, vive occupandosi degli anziani genitori che la trattano con durezza e pretendono da lei attenzioni continue, negandole qualsiasi forma di vita privata. La seconda parte è ambientata negli Stati Uniti, dove Arun, il fratello minore che studia al MIT, ha lasciato il dormitorio del campus per trasferirsi per il periodo estivo a casa di una tipica famiglia americana nei sobborghi di Cambridge (MA).

Le due parti del romanzo, seppure ambientate in luoghi così distanti, sono in realtà le facce di una stessa medaglia. Come Uma è stata prima costretta a lasciare la scuola per accudire il fratello appena nato, poi a un matrimonio combinato che si è risolto malamente e infine a vivere nella vecchia casa di famiglia senza potersi occupare di niente altro che dei genitori, neanche Arun ha potuto fare le sue scelte: per lui suo padre aveva scelto “il meglio, il massimo, tutto.” (p. 113). Ovvero, prepararsi fin da bambino per essere ammesso in una delle migliori università all’estero. E ancora, Uma trascorre la sua estate di privazioni, non può guardare i biglietti di auguri natalizi, non può parlare al telefono con una amica, non può accettare il lavoro all’Istituto di medicina, e Arun vive la sua estate immerso nei giganteschi supermercati dei sobborghi americani, accompagnando la sua padrona di casa a comprare tonnellate di cibo che per lo più verrà buttato. “Aveva fatto un lungo viaggio ed era caduto in quella che sembrava la riproduzione in plastica di ciò che conosceva a casa, non cibo vero – che era semplice, non bello, informe, denso ed eterogeneo -, bensì cibo finto – pulito, nitido, luccicante, senza sapore né odore, non nutriente.” (p. 178).

Tutto è cibo nella famiglia Patton: cibo da riporre negli scaffali o nel frigo appena tornati dal supermercato; cibo da buttare; cibo da vomitare, come fa Melanie la figlia adolescente che soffre di anoressia ed è sempre arrabbiata. Arun non riesce a spiegarsi come mai il suo viso arrabbiato gli ricordi quello di sua sorella che, umiliata per non essere mai considerata dai genitori, sbavava in preda a crisi di rabbia simili all’epilessia. “Ma cosa è il benessere? E il suo contrario? Dove sta la differenza?”, si domanda Arun (p. 203).

Il romanzo è drammaticamente claustrofobico, come un incubo da cui non si riesce ad uscire: racconta due estati terribili, una apparentemente l’opposto dell’altra, ma così simili nel dolore di chi non ha la minima libertà di scegliere e di chi ne ha troppa. Digiunare, divorare. E non sembra esserci soluzione. Solo la passiva accettazione dei due protagonisti.

Per avere un quadro del “divorare” americano, vi consiglio di leggere Carne di Ruth Ozeki, Einaudi, 1998, pp. 378 (My Year of Meats, Viking Penguin, 1998), che racconta di una documentarista, metà americana e metà giapponese, che viene incaricata dalla Beef-EX, grande azienda produttrice di carne, di girare una serie televisiva per “diffondere tra le casalinghe giapponesi una corretta conoscenza del valore nutritivo delle carni statunitensi”. Ma questo è solo l’inizio del viaggio, durante il quale Ruth Ozeki non è mai superficiale, non si abbandona a giudizi facili, e proprio per questo il suo è un libro da non perdere. Un libro vero e che fa male.

Anita Desai, Digiunare, divorare, Einaudi 2001, pp. 220 (Fasting, Feasting,1999).
Anita Desai è nata in India nel 1937 da padre bengalese e madre tedesca. Cresciuta a Delhi, vive tra Bombay e Stati Uniti.

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