Le nigeriane
February 23rd, 2009
“Le strade di Lagos erano piene di buche e crepe, ed erano quasi impossibili da percorrere. Eppure la città era un unico grande ingorgo: enormi jeep con l’aria condizionata che avanzavano una attaccata all’altra, e catorci che cadevano a pezzi e funzionavano per miracolo, e sputavano fuori nuvole di fumo nero dalle marmitte rotte, inquinando l’aria tanto da creare una cappa scura che incombeva costantemente sulla città”.
Ma non è di Lagos che si parla in questo romanzo. Lagos è soltanto la città da cui le quattro ragazze scappano, lasciando lì tutto, genitori, figli, fidanzati, e persino il proprio nome. Come Ama che lascia volentieri il suo patrigno che abusava di lei e sua madre che non la difendeva. E Efe che lascia il suo bambino, anzi decide di partire proprio per regalargli un futuro. Come Sisi che si chiamava Chisom e Joyce che si chimava Alek.
Quattro ragazze che lasciano Lagos per andare a fare le prostitute ad Anversa. La loro storia ad Anversa è piuttosto semplice, tutto il giorno “in vetrina” a adescare clienti, ma è arricchita con le storie del loro passato, un passato senza futuro.
Se incontrando per le strade fuori città queste ragazze nere, che più che ragazze sembrano regine, o antiche Atene nere, ti sei chiesta da dove venissero o meglio da dove scappassero, e quali fossero i loro pensieri i loro desideri, insomma se hai mai avuto voglia di conoscerle, leggi questo libro.
Chika Unigwe, Le nigeriane, Neri Pozzi, 2008 (Fata Morgana, 2000), pp. 287
Chika Unigwe è nata nel 1974 a Enugu in Nigeria e vive in Belgio. Si è laureata in Nigeria in Lingua e Letteratura inglese e ha preso un dottorato in Olanda. Il suo primo romanzo, De Feniks, è uscito in Olanda nel 2005. Scrive in olandese.
Entry Filed under: Chika Unigwe, Nigeria

4 Comments
Add your own1. Silvia Merialdo | February 23rd, 2009 at 5:19 pm
Sì, certo che mi sono chiesta da dove venissero e come fosse stato il loro passato (anche se da noi non sono in vetrina, ma siamo un po’ più ipocriti e più spesso le lasciamo per strada…).
Lo leggerò, grazie!
2. cristina | February 23rd, 2009 at 5:38 pm
Questo libro mi ha colpito perché nelle strade intorno a Roma è pieno di ragazze nere e ogni volta che le vedo mi viene voglia di fermarmi e parlarci. Cosa che non mi è mai venuta in mente con le ragazze bionde dell’est Europa, per loro provo solo tanta pena, ma sono così simili alle veline della tv che non ho mai avuto voglia di conoscerle. Invece le africane mi sono sempre sembrate così distanti, e avrei voluto sapere le loro storie. Questo libro me le ha raccontate, mostrandomi che a parte il loro aspetto regale hanno proprio le nostre stesse paure e desideri.
3. Giorgio | March 11th, 2009 at 4:56 pm
E’ sempre buona norma citare anche il nome del traduttore, in questo caso Giorgio Testa (il sottoscritto). Grazie
4. cristina | March 11th, 2009 at 7:57 pm
Caro Giorgio Testa,
complimenti per la traduzione! Mi spiace non averla citata, ma sa i miei sono solo pensieri a ruota libera, non certo precise recensioni.
Cordialmente,
Cristina
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