Questo è un blog dove parlo dei libri che leggo. E siccome in questi anni leggo soprattutto romanzi di scrittori non occidentali, sarà un blog su romanzi non occidentali. Sono partita un po’ di anni fa leggendo gli scrittori giapponesi, poi sono arrivata in India, Pakistan e dintorni, con qualche viaggio in Israele, Nord e Sud Africa, passando per la Cina. Leggere romanzi ambientati in paesi non occidentali è un po’ come viaggiare in quei paesi, così come quando ero più giovane e leggevo i classici del ‘700 e del ‘800 mi sembrava di viaggiare nel passato.

Il giorno dell’ombra

September 19th, 2010

“Il cristiano dice che il male c’è, ma c’è soprattutto il bene. Dio si mostra nell’ordine, nella ragione, e il più delle volte nella natura. Il credente desidera contribuire alla crescita del bene nell’universo. Le aspirazioni sono una componente fondamentale della sua filosofia. Guarda avanti, pensa al progresso. Ha un desiderio di sviluppo, riforme, e una grande fede nella volontà e nell’impegno umano. Non scende a compromessi col male. Non può considerarlo come parte del bene. Forse il suo Dio non è onnipotente, ma certo è interamente buono.

L’hindu ha un approccio totalmente diverso. Accetta il male insieme col bene. Il male non è una sofferenza o un dolore privato ma il manifestarsi di un più vasto progetto di cui egli è solo una particella insignificante. In ogni grande sistema la parte conta meno del tutto e in un universo ben ordinato le parti devono avere dei limiti. Non è vile rassegnazione. E’ adattamento. Nessuna sublime aspirazione, bensì il soverchiante senso di inanità dell’individuo rispetto all’universo. Il suo atteggiamento può essere così sintetizzato: per quanto io soffra, la mia sofferenza non è nulla agli occhi di Dio.

Ram Krishan guardò fuori dalla finestra. Come risolvere un conflitto come quello, sostanziale e decisivo, che divideva l’umanità in due correnti – una vitale, attiva, colma di aspirazioni, l’altra costantemente in bilico tra l’immobilismo, e il rischio di subire il fascino di qualcosa di brutale, estraneo, improvviso? Depose la matita e rilesse quanto aveva scritto. Gli sembrava che non si potesse risolvere niente nel mondo se quei due punti di vista non trovavano un punto di incontro, rafforzandosi a vicenda. Tanta saggezza doveva essere ricongiunta. Se non si univano adesso, presto non avrebbero più avuto un ruolo nella storia. Forse erano canali distinti, ma anche le linee parallele lo sono. Eppure all’infinito si incontrano. L’infinito è il luogo in cui le differenze si fondono. Oltre il bene e il male. Se si comprende questo, le differenze tra noi sono risolte. Ram Krishan sentiva un profondo senso di pace, aveva la sensazione di avere finalmente chiarito un antico equivoco. Adesso era altrettanto sicuro della propria risposta. Non era una visione mistica ma un’immagine in prospettiva. C’era sempre stata, ma adesso era come una città che emerge da un velo brumoso, con il chiaro profilo degli edifici, netto e geometrico, con l’andamento classico di colonne e archi.”

I personaggi di Il giorno dell’ombra interpretano questi due punti di vista in modo delicato e profondo, con le loro vite così radicate ma anche in balia della storia dell’India. Ognuno di loro ci fa intravedere una parte problematica della nostra vita nonostante la distanza tra i nostri mondi. Soprattutto Simrit, che subisce un divorzio economicamente disastroso, sola con i suoi figli, proprio a causa della sua insofferenza verso un mondo di uomini come suo marito, creature del suo tempo, invidiate, famose, terrificanti, attanagliate da una malattia di cui non si rendono conto, un’inguaribile mania di successo. Simrit odia questo secolo – tranne per la libertà che ha portato ai popoli e soprattutto alle donne. Ma che per il resto le sembra un secolo barbaro, volgare e senza principi, e schiavo del denaro. Odia la gran confusione degli affari umani. Le sole cose chiare, pulite, per lei sono le colline e i fiumi e la forma di una foglia, cose così. Lei si alimenta a un’altra fonte, da cose non umane, incontaminate e pure. Ed è quello che cerca di spiegare a Raj, quando lui la incalza a reagire, a prendere in mano la sua vita, accusandala di essere ferma come tutti gli hindu. Raj, che ha una concezione straordinaria della vita, come se l’avesse ancora tutta davanti a sé. Raj che è così felicemente intero, con una personalità che si staglia come una roccia su un orizzonte piatto. Solidamente presente.

Simrit e Raj, due rette parallele che finalmente si incontrano. Amanti da un altra vita.

Se riuscite a trovarlo leggetelo Il giorno dell’ombra. Per me è stato il regalo della settimana. L’ho scovato in uno scaffale in casa di mia madre, mio regalo per un suo lontano compleanno. Molto bello e molto utile per capire come in questi dolorosi tempi di globalizzazione le differenze potranno mai fondersi all’orizzonte.

Nayantara Sahgal, Il giorno dell’ombra, Einaudi 1995, pp. 225 (The day in shadow, 1971). Traduzione di Anna Nadotti.

Nayantara Sahgal è nata in India nel 1927. Nipote di Nehru, è autrice di romanzi e raccolte di racconti. Vive in India dove lavora come giornalista politica. Vi consiglio la tesi di dottorato di Donata Federici Monesi dove potete trovare anche un’intervista alla Sahgal.

Entry Filed under: India, Nayantara Sahgal

7 Comments

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  • 1. Clara  |  September 20th, 2010 at 2:31 pm

    Molto molto interessante. Grazie per gli spunti! Buona settimana

  • 2. cristina  |  September 20th, 2010 at 2:33 pm

    grazie a te Clara.
    L’hai vista la tesi di dottorato su Nayantara Sahgal? Mi sembra interessante, soprattutto la seconda e la terza parte, riesce a inquadrare molto bene il periodo storico e a me è servita per capire meglio le dinamiche della politica indiana.

    a presto, cris

  • 3. Silvia  |  September 20th, 2010 at 11:12 pm

    Molto interessante.
    Di suo io avevo letto “Rich like us”, che penso non sia mai stato tradotto in italiano, mi era molto piaciuto, sullo sfondo degli anni dell’emergenza.
    Invece non ho letto Il giorno dell’ombra, ci faccio sicuramente un pensierino (anche se ho una pila di libri impressionante, non so più dove infilarli!). Poi mi leggerò pure la tesi.
    Grazie Cristina!

  • 4. cristina  |  September 20th, 2010 at 11:59 pm

    cara silvia, allora sei tornata!
    vengo subito a trovarti.
    intanto bentornata!
    cris

  • 5. Clara  |  September 22nd, 2010 at 7:32 pm

    Ciao Cris, ho appena fatto un salto sul link della tesi, e l’ho salvata, così nei ritagli di tempo la leggo. Grazie, e buona serata (io ho trovato un negozietto di indiani del sud India, Tamil, e ho subito comprato un sapone ayurvedico, di quelli verdi che mi ricordano le mie docce indiane con il mandi e il secchio) :-)

  • 6. cristina  |  September 23rd, 2010 at 1:28 pm

    ciao clara, sai che non sono mai stata in India?
    non ho ancora mai avuto la possibilità di farmi il viaggio che vorrei, senza troppi limiti di tempo e senza vincoli, e allora ancora non ce l’ho fatta e … aspetto. e soprattutto leggo!
    e tu quando ci sei andata, come, dove?
    intanto, buona doccia :-)

  • 7. Elisa Chiodarelli  |  September 28th, 2010 at 10:35 am

    Sembra molto bello questo libro, di una autrice per me sconosciuta. Grazie, sarà senz’altro una ‘pista’ da seguire (tesi inclusa, forse, se ce la faccio).
    un abbraccio!


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