Questo è un blog dove parlo dei libri che leggo. E siccome in questi anni leggo soprattutto romanzi di scrittori non occidentali, sarà un blog su romanzi non occidentali. Sono partita un po’ di anni fa leggendo gli scrittori giapponesi, poi sono arrivata in India, Pakistan e dintorni, con qualche viaggio in Israele, Nord e Sud Africa, passando per la Cina. Leggere romanzi ambientati in paesi non occidentali è un po’ come viaggiare in quei paesi, così come quando ero più giovane e leggevo i classici del ‘700 e del ‘800 mi sembrava di viaggiare nel passato.

Tracce d’amore

December 26th, 2011

“Dalla vegetazione ubriacata dalle grandi piogge della stagione arrivavano zaffate di foglie verdi. C’era qualcosa di violento nel modo in cui platani, gardenie, magnolie, alberi di canfora, calami aromatici, felci, alberi del corallo, palme, giunchi e piante di tabacco crescevano e si propagavano: un che di assassino che conferiva al vento che entrava un vago richiamo carnale. L’umidità eccessiva imperlava mobili e pavimento di gocce di condensa”.

La scrittura di Zhang Ailing come sempre mi incanta, mi seduce, mi avvolge, come quella vegetazione di cui tanto scrive e che fa da sfondo allo stato d’animo dei suoi personaggi. Donne, anche questa volta.

Questa raccolta di due racconti, Incenso d’aloe del 1943 e Tracce d’amore del 1945, mi è piaciuta di più della sua più famosa Lussuria. Mi è piaciuta soprattutto la scrittura intensa e sensuale, piena di colori e di odori, per raccontare la vita di due donne, una all’inizio della propria vita sentimentale e proprio per questo piena di speranze che verranno disattese; e l’altra invece invischiata in un matrimonio riparatore. Entrambe schiacciate dalla tristezza di una vita senza emozioni, come in questo bellissimo paragrafo di Incenso d’aloe:

“Lì, schiacciata dalla folla, provò una strana sensazione. Il blu del cielo sopra la sua testa virava al viola cupo, lo stesso colore in cui stemperava il mare invernale ai confini del cielo. Eppure lì nella baia c’era un posto come quello, gremito di gente, luci, oggetti affascinanti come quei vasetti di ceramica blu con due manici, quelle pile di rotoli di velluto verde chiaro, o i sacchetti di cellofan pieni di nuvolette di gambero, e poi i dolcetti di durian color ambra arrivati dai tropici, i rosari buddisti dalle nappe cremisi, i sacchetti profumati giallo pallido, i minuti crocefissi d’argento brunito, i cappelli di paglia a tetto di pagoda. E oltre quel brulicare di gente luci cose, quel mare e quel cielo, freddi, solitari… infinita desolazione, infinito terrore. Così era il suo futuro, quel futuro al quale lei non poteva pensare, perché se ci pensava vedeva solo un terrore infinito. Nessuna stabilità, nessun progetto a lungo termine. Solo in quelle cosette futili il suo cuore rattrappito dall’ansia riusciva a trovare un po’ di quiete.”

Una lucidità spietata quella di Zang Ailing, che si capisce ancora meglio leggendo la sua postfazione scritta nel 1944. Parole amare come amari sono questi due racconti: “E anche ammesso che io possa aspettare, è la nostra epoca che corre, che va sgretolandosi, e andrà sgretolandosi sempre più. Un giorno, la nostra intera civiltà, superba o banale che sia, apparterrà al passato. Se desolazione è la parola che uso più spesso, è perché questa disarmante minaccia fa da sfondo a tutti i miei pensieri.”

Nel 1956 Zhang Ailing si trasferirà negli Stati Uniti: il suo mondo, la sua Cina, è finito, quello nuovo, l’Occidente, non sarà mai suo. In vita non sarà riconosciuta come scrittrice, avrà invece un grande successo postumo. Desolazione.

Zhang Ailing, Tracce d’amore, Rizzoli 2011, pp. 139, traduzione dal cinese di Maria Gottardo e Monica Morzenti. Postfazione dell’autrice del 1944.

Zhang Ailing (1920-1995) famosa scrittrice cinese nata a Shanghai e trasferitasi negli Stati Uniti nel 1956. È molto apprezzata anche nella Cina di oggi, dove sono state vendute milioni di copie dei suoi libri. Il suo lavoro più noto è Lussuria, pubblicato in Italia per Rizzoli nel 2007 e da cui è stato tratto il film omonimo di Ang Lee.

Entry Filed under: Cina, Zhang Ailing

6 Comments

Add your own

  • 1. Clara  |  December 26th, 2011 at 8:45 pm

    Uauuu. Ciao Cris! Pensa che l’altro giorno stavo per prenderlo in biblioteca, avevo letto “Lussuria” tempo fa… e mi era piaciuto, poi però ho scelto “Mehwish parla al sole” che si sta rivelando stupendo, come preannunciato dalla nostra Silvia. Propongo già un altro Indian blog-day per la primavera 2012. Baci e buona serata

  • 2. cristina  |  December 29th, 2011 at 6:01 pm

    Ciao Clara,
    Mehwish parla al sole dopo il post di Silvia me lo sono comprato su ibs insieme a Trasgressione che avevi consigliato tu, dovrebbero arrivarmi domani. Intanto però mi sto leggendo After dark di Murakami e Il sari rosso di Javier Moro (la biografia di Sonia Gandhi). Li hai letti?

    Sì dai cominciamo a organizzarlo un altro Indian blog-day!

    Se non ci sentiamo prima, tanti auguri per un 2012 come vuoi tu!
    Tanti baci, cris

  • 3. Katia  |  January 14th, 2012 at 6:36 pm

    Ciao Cris, anch’io ero in Cina in questo periodo, librariamento parlando, Il sari rosso è in pila in attesa di essere letto, attendo una tua impressione!

  • 4. cristina  |  January 15th, 2012 at 8:45 pm

    Ciao Katia,

    ho visto il tuo post e stasera spero proprio di riuscire a leggerlo!
    Per quanto riguarda Il sari rosso, lo sto finendo, forse stasera e poi scriverò qualcosa qui.

    Un abbraccio e a prestissimo,

    cris

  • 5. Elisa Chiodarelli  |  January 22nd, 2012 at 3:25 pm

    sembra disperatamente bello questo libro cinese. Me lo segno sulla waiting list :-)
    bacioni.
    sì, vediamoci ancora, in primavera

  • 6. 1liberty&hellip  |  January 13th, 2022 at 3:37 am

    3mechanical…


Leave a Comment

Required

Required, hidden

Some HTML allowed:
<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Trackback this post  |  Subscribe to the comments via RSS Feed