Questo è un blog dove parlo dei libri che leggo. E siccome in questi anni leggo soprattutto romanzi di scrittori non occidentali, sarà un blog su romanzi non occidentali. Sono partita un po’ di anni fa leggendo gli scrittori giapponesi, poi sono arrivata in India, Pakistan e dintorni, con qualche viaggio in Israele, Nord e Sud Africa, passando per la Cina. Leggere romanzi ambientati in paesi non occidentali è un po’ come viaggiare in quei paesi, così come quando ero più giovane e leggevo i classici del ‘700 e del ‘800 mi sembrava di viaggiare nel passato.

Il sari rosso

February 4th, 2012

Più che un romanzo, Il sari rosso è una biografia romanzata e come tale secondo me va letta e gustata. La biografia romanzata di Sonia Gandhi, basata su interviste a persone che l’hanno conosciuta e soprattutto su uno scrupoloso studio di articoli  e libri sull’India e sulla famiglia Nehru Gandhi.

E sembra proprio una biografia autorizzata e invece è tutto il contrario, come è spiegato bene su Orientalia. Sembra infatti che quando è uscita la versione italiana e Javier Moro doveva presentarla a Torino, Sonia l’abbia diffidato dal farlo nonostante l’editore italiano avesse acconsentito a scrivere sotto il titolo:“Questo è un romanzo basato sulla storia di Sonia Gandhi. Né Sonia né alcun membro delle famiglie Gandhi, Nehru e Maino hanno fornito informazioni o collaborato al libro. Alcuni dialoghi e situazioni in esso contenuti sono il prodotto dell’interpretazione dell’autore, senza corrispondere necessariamente alla realtà.”

Insomma, non è piaciuto a Sonia Gandhi questo libro, ed è strano perché l’immagine che ne viene fuori è quella di una donna straordinaria, coraggiosa, competente e discreta, che ha fatto tesoro degli anni vissuti accanto alla suocera, Indira, imparando da lei cosa significa essere una donna al vertice dell’India. Nel bene e nel male. Come se Javier Moro avesse volutamente lasciato fuori dal libro tutte le ombre della dinastia Nehru Gandi, a tal punto che potrebbe quasi insospettire e infastidire chi è subito pronto a lasciarsi insospettire.

Io no, a me è piaciuto Il sari rosso, e il personaggio Sonia. Mi è piaciuto seguire passo passo la sua maturazione, il suo passare dalla ragazza in cerca di futuro che combatte col padre per andare a studiare l’inglese a Londra alla donna matura che suo malgrado porta con un misto di fermezza e dolcezza il peso della sua famiglia acquisita. E mi è piaciuto come attraverso la storia della famiglia Nehru Gandi il libro ci guidi nella storia dell’India degli ultimi 60 anni, accompagnandoci tra le complessità del Paese e le sue contraddizioni.

“Oggi i poveri hanno solo la consolazione delle proiezioni ufficiali che dicono che tra una ventina d’anni avranno una rendita pro capite trentacinque volte quella attuale. Sono la più grande preoccupazione di Sonia. Sarà conseguenza della sua educazione cattolica, o sarà perché non dimentica mai di essere nata in una famiglia umile, sulle montagne di Asiago, ma i contrasti dell’India continuano a ferirla. Indira non sosteneva forse che qualsiasi cosa si dica dell’India è vera ed è vero anche il contrario? Mumbai ha la baraccopoli più grande dell’Asia e la maggior concentrazione di prostitute infantili del mondo, ma è appena diventata la quarta città del pianeta per numero di miliardari, uno dei quali ha regalato alla moglie, per il suo quarantaquattresimo compleanno, un airbus. Come abituarsi a queste differenze? Com’è possibile che lo stato si dimostri incapace di costruire latrine nelle baraccopoli, o di rifornire di gessetti le scuole e di siringhe pulite i dispensari rurali, mentre il suo programma spaziale viene considerato alla stessa stregua o addirittura migliore di quello di una qualsiasi potenza occidentale? Il giorno in cui Sonia ci si abituerà dovrà lasciare la politica.”

Javier Moro, Il sari rosso, Il Saggiatore 2010, pp. 585, (El sari rojo, 2008), traduzione di Giuliana Carraro e Eleonora Mogavero.

Javier Moro (Madrid 1955), giornalista e scrittore, in Italia ha pubblicato Mezzanotte e cinque a Bhopal (2001) scritto in collaborazione con Dominique Lapierre, e Passione indiana (2006).

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4 Comments

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  • 1. Silvia  |  February 7th, 2012 at 10:14 am

    Grazie Cristina per questa recensione, questo libro mi aveva incuriosita ma ero anche un po’ prevenuta… non so perché. Cercherò di leggerlo.
    Sinceramente io Sonia Gandhi non la vedo così alleata dei più poveri tra i poveri, ma magari leggendo il libro cambierò idea…
    un salutone!

  • 2. cristina  |  February 7th, 2012 at 11:13 am

    Ciao Silvia,
    anche io ero un po’ prevenuta sul libro, ma poi ho visto che Javier Moro aveva scritto un libro con Dominique Lapierre e mi sono fidata.
    Quando ho cominciato a leggerlo Il sari rosso l’ho fatto come se leggessi una biografia di una famosa donna di secoli passati, proprio per sospendere il giudizio. Quello che mi interessava di più era capire come una ragazza della provincia italiana fosse potuta arrivare al potere di una delle nazioni più grandi del mondo. Per questo mi è piaciuto il libro.
    Non ho un preciso giudizio politico di Sonia Gandhi, non ho gli strumenti per giudicare una situazione così complessa. Comunque grazie al tuo commento ho deciso di togliere la citazione in cui si parla del suo lavoro per i poveri, perché staccato dal contesto e messo proprio all’inizio del post poteva apparire troppo sdolcinato e asolvente.
    Un caro saluto

  • 3. karachan  |  February 8th, 2012 at 11:33 am

    Ciao Cristina,
    le tue impressioni su questo libro non potrebbero essere piu’ vicine alle mie. Anch’io ero prevenuta all’inizio ma la storia di Sonia mi ha sempre affascinata e volevo saperne di piu’. Certo rimane la curiosita’ di sapere quanto del libro non corrisponde al vero ma immagino che, finche’ non uscira’ una biografia ufficiale di Sonia Gandhi sara’ impossibile saperlo!

  • 4. Katia  |  February 11th, 2012 at 4:04 pm

    Grazie per la tua recensione, ora so che quando leggerò il libro, dovrò pernsarlo come un romanzo, che racconta solo quello che vuole e tace altro… l’India è anche questo. Ma il fatto che ti sia piaciuto mi ha convinto a leggerlo, un abbraccio.


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