Questo è un blog dove parlo dei libri che leggo. E siccome in questi anni leggo soprattutto romanzi di scrittori non occidentali, sarà un blog su romanzi non occidentali. Sono partita un po’ di anni fa leggendo gli scrittori giapponesi, poi sono arrivata in India, Pakistan e dintorni, con qualche viaggio in Israele, Nord e Sud Africa, passando per la Cina. Leggere romanzi ambientati in paesi non occidentali è un po’ come viaggiare in quei paesi, così come quando ero più giovane e leggevo i classici del ‘700 e del ‘800 mi sembrava di viaggiare nel passato.

Archive for the ‘India’ Category

Discussione a partire dall’intervista a Paritosh Uttam

Wednesday, April 28th, 2010

Grazie a Silvia Merialdo di Indian Words che ha intervistato Paritosh Uttam dopo l’uscita del suo primo romanzo Dreams in Prussian Blue, nei commenti all’intervista si sta svolgendo un’interessante discussione che a partire dai matrimoni combinati in India sta toccando vari punti interessanti… Non perdetevela e intervenite!

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Le ceneri di bombay

Sunday, March 21st, 2010

“Era la sua città, quella che guardava dal finestrino di un treno in corsa: la città che amava tanto, che aveva creduto potesse rimanere immutata ed eterna, quella dove avrebbe potuto continuare a condurre la vita facile e placida a cui era così abituato. La città che l’aveva sostenuto e aveva nutrito i suoi sogni, la città per cui aveva rifiutato il mondo intero. Quella città gli era morta sotto gli occhi, quel giorno. “


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Hotel Calcutta

Tuesday, February 23rd, 2010

“Hotel Calcutta è un romanzo imperdibile che fa rivivere la Calcutta luccicante, sofisticata e ipocrita degli anni Cinquanta, vista da dietro il bancone di un hotel (oppure in brevissimi viaggi-missioni, quasi sempre notturni) nelle sue pieghe più buie. E’ imperdibile anche e soprattutto per il fascino dei tanti personaggi, così vivi che sembrano saltare fuori dalle pagine, per poi rituffarcisi dentro con le loro occupazioni, paranoie e storie commoventi da seguire.“

Così scrive Silvia Merialdo nel suo interessante blog Indian Words. Proprio su Indian Words potete trovare il link per vedere il film (con sottotitoli in inglese) tratto dal libro nel 1968. Ve lo consiglio.

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Il dono della dea

Tuesday, December 22nd, 2009

“Gau in sanscrito significa “vacca”. Lo stesso termine indica il primo raggio di sole, considerato il figlio maggiore dell’alba. La luce è per sua natura in movimento. Forse perciò il termine gau è incluso nella famiglia di parole che hanno come radice il verbo gam, perché gam significa “andare”. Come il primo raggio di sole, suo antenato, la vacca era per natura in movimento, quindi doveva andare da qualche parte. Tuttavia dimenticò dove, e col tempo si stabilì la differenza tra il semplice andare e l’andare da qualche parte.”

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Posted in India, Radhika Jha | 1 Comment »

Il rumore dell’acqua

Tuesday, August 18th, 2009


Questo post è dedicato a mio padre, così come il romanzo è dedicato al padre dell’autore.

Ho comprato questo libro senza leggere la prima pagina come faccio sempre. Mi è piaciuto il titolo e il fatto che l’autore fosse un indiano residente in India e non, come spesso accade, negli Stati Uniti o a Londra. Ma quello che più mi ha convinto a comprarlo a scatola chiusa è stato leggere nella quarta di copertina che la storia era ambientata in una miniera.

Sono cresciuta con racconti sulle miniere, soprattutto di mio padre che da giovane medico aveva studiato le malattie polmonari dei minatori, facendo studi comparati tra i minatori in Sardegna e quelli in Belgio, che nella maggior parte dei casi sempre di minatori sardi si trattava… Ma anche di mia madre che lo accompagna in questi viaggi, mentre io e mio fratello venivamo felicemente affidati ai nonni in Sardegna dove potevamo vivere la nostra vita “brada” che tanto ci piaceva e che difficilmente riuscivamo poi a spiegare ai nostri amici a Roma. Mia madre mi raccontava delle mogli e delle case dei minatori dove veniva spesso invitata, mi raccontava dei centrini e delle tende e della perfezione delle loro case di emigrati in Belgio. E poi il fidanzato della nostra tata era minatore in Sardegna, ed eravamo sempre preoccupati che si ammalasse finché un giorno riuscì finalmente a tornare a fare il contadino.

Tutti i racconti avevano sempre un alone di tragedia, il tono di una minaccia incombente. Non sempre lo capivo ma lo avvertivo nelle parole e nell’impegno di mio padre. (more…)

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La moglie indiana

Monday, January 5th, 2009

Se mi fossi fermata alla veste editoriale probabilmente non l’avrei comprato questo libro. Sembra il solito romanzo esotico sull’India come ne escono sempre di più. La solita storia dei matrimoni combinati, e così via. Invece La moglie indiana di Anne Cherian pur girando intorno al matrimonio combinato di Neel e Leila, è la storia del disagio e la fatica di conciliare due modi di vita, quello occidentale con quello indiano, così profondamente diversi tra loro.  

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Il tappeto rosso. Storie di bangalore

Sunday, February 10th, 2008

“A Bangalore, nel centro dell’India meridionale, si fabbricano solo soluzioni, concetti, programmi e linguaggi codificati. Per mandare avanti l’elettronica e l’informatica, l’intero sistema nervoso dell’economia globale. […] Bangalore è diventata davvero una gemella della Silicon Valley. Qui la meritocrazia riesce a cancellare persino il peso delle caste: sul mercato del lavoro hi-tech contano i titoli di studio e l’esperienza professionale, il cervello e la fantasia creativa. Se sei in grado di brevettare una nuova invenzione, non hai bisogno di essere figlio di bramini per farti strada. È una città dominata da un nuovo tessuto sociale di immigrati di talento, nomadi del sapere tecnologico. Ormai solo una minoranza dei residenti conosce la lingua locale, il kannada. Più ancora dell’hindi, l’inglese è diventato la lingua-ponte tra le etnie che si mescolano. Nelle scuole per i figli della middle class si insegnano tutte le materie in inglese fin dalla prima elementare. L’hindi si studia come seconda lingua, il kannada è optional come terza lingua, ma c’è chi preferisce sostituirlo addirittura con il tedesco o il francese. […]” (Federico Rampini, L’impero di Cindia, Mondadori 2006, pp. 27-28.).

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Storie d’amore indiane

Monday, January 21st, 2008

Assamese, bengali, marathi, kannada, gujarati, kashmiro, konkani, malayalam, orissi, tamil, urdu, hindi, telogu, punjabi.

Indira Goswami, Subodh Ghosh, Manjula Padmanabhan, Gauri Deshpande, U. R. Anantha Murthy, Varsha Das, Ratanlal Shant, Damodar Mauzo, Kamala Das, Gopinath Mohanty, S. Tamil Selvan, Ismat Chunghtai, Nirmal Verma, P. Padmaraju, Amrita Pritam.

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Eredi della sconfitta

Monday, October 15th, 2007

L’apprensione o meglio la diffidenza con cui ho iniziato a leggere Eredi della sconfitta di Kiran Desai è durata un attimo, giusto il tempo di leggere le prime sette righe del romanzo:

“Per tutto il giorno i colori erano stati quelli del crepuscolo, con le nebbie come creature acquatiche sui grandi fianchi di montagne dalle ombre e profondità oceaniche. Visibile per pochi istanti sopra i vapori, il Kanchenjunga era una vetta lontana intagliata nel ghiaccio, un pennacchio di neve sollevato dai venti tempestosi della cima, rifugio dell’ultima luce. ”

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Il palazzo degli specchi

Wednesday, October 10th, 2007

Ho appena finito di leggere Il palazzo degli specchi di Amitav Ghosh e non riesco a staccarmici. Mi dispiace sempre molto finire un romanzo, forse è per questo che amo i romanzi lunghi. In libreria il mio criterio per scegliere un romanzo è che non sia scritto da uno scrittore occidentale e che sia lungo, il più lungo possibile! E Il palazzo degli specchi solo a guardarlo è molto attraente: 631 pagine!

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