Questo è un blog dove parlo dei libri che leggo. E siccome in questi anni leggo soprattutto romanzi di scrittori non occidentali, sarà un blog su romanzi non occidentali. Sono partita un po’ di anni fa leggendo gli scrittori giapponesi, poi sono arrivata in India, Pakistan e dintorni, con qualche viaggio in Israele, Nord e Sud Africa, passando per la Cina. Leggere romanzi ambientati in paesi non occidentali è un po’ come viaggiare in quei paesi, così come quando ero più giovane e leggevo i classici del ‘700 e del ‘800 mi sembrava di viaggiare nel passato.

Archive for the ‘Iran’ Category

La gabbia d’oro

Sunday, November 27th, 2011

Ho letto La gabbia d’oro qualche tempo fa e oggi l’ho trovato mettendo a posto i libri. Il mio mettere a posto i libri è un po’ complicato, perlomeno spazialmente complicato, nel senso che ogni mese riempio una valigia di libri che ho letto e la porto in campagna dove ho la mia stanza dei romanzi (ma c’è anche una libreria per le poesie), col soffitto basso, una porticina da cui si esce direttamente su una stradina di campagna, un divano comodo, una scrivania e la mia vecchia Remington appesa alla parete. La gabbia d’oro l’avevo lasciato a Roma proprio per parlarne un giorno o l’altro ma poi me l’ero dimenticato. Ed eccolo qua…

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Il mio matrimonio combinato

Thursday, August 12th, 2010

Il mio matrimonio combinato è la storia di una ragazza (della provincia americana) alla ricerca disperata del senso della vita. Jasmine è una ragazza come tante sue coetanee con un numero quasi infinito di possibilità. Una volta finito il college va a studiare biologia all’università di Chicago, ma nonostante superi brillantemente tutti gli esami non si laurea. Non sa neanche lei il perché, ma probabilmente non si sente a suo agio nel mondo che si sta costruendo e che tra poco diventerà il suo mondo di adulta.

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Il meccanico delle rose

Tuesday, July 7th, 2009

Nell’intervista sul sito della Einaudi Hamid Ziarati parlando della struttura del suo romanzo dice: “Avevo chiare in mente tutte le vicende del protagonista del romanzo e degli altri personaggi secondari che lo avrebbero affiancato lungo la sua saga. Ho capito che volevo raccontare la storia di un uomo qualunque, un protagonista invisibile, un eroe solo per chi l’ha sfiorato e l’ha creduto tale, senza però aver mai potuto addentrarsi nei suoi più intimi segreti, nella sua mente, nei suoi pensieri; così come succede per la vita di chiunque. E se non potevano farlo i personaggi secondari che l’avevano conosciuto così da vicino, non avrei potuto farlo neanch’io. Quindi ecco che la struttura ha preso forma da sé: doveva essere contemporaneamente un padre e una madre, un cugino e un amico, un marito e una moglie, un amante e un fedele, e perché no? anche un vigliacco. Un protagonista, come lo sono tutti gli altri personaggi, solo di passaggio.”

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La casa della moschea

Thursday, April 2nd, 2009

“Alef Lam Mim. C’era una volta una casa, una casa antica, che si chiamava ‘la casa della moschea’. Era una grande casa, con trentacinque stanze. Lì, per secoli, famiglie dello stesso sangue avevano vissuto al servizio della moschea. Ogni stanza aveva una funzione e un nome corrispondente a quella funzione, come la stanza della cupola, la stanza dell’oppio, la stanza dei racconti, la stanza dei tappeti, la stanza dei malati, la stanza delle nonne, la biblioteca e la stanza del corvo. La casa sorgeva dietro la moschea, addossata al suo muro. In un angolo del cortile una scala di pietra portava al tetto piatto, dal quale si poteva raggiungere la moschea. e al centro del cortile c’era una howz, una vasca esagonale dove gli abitanti della casa si lavavano le mani e il viso prima della preghiera.” (more…)

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