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	<title>GlobalStories &#187; Malaysia</title>
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	<description>recensioni di romanzi di scrittori non occidentali</description>
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		<title>Malesia Blues</title>
		<link>http://www.globalstories.it/2010/10/03/malesia-blues/</link>
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		<pubDate>Sun, 03 Oct 2010 06:32:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cristina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Brian Gomez]]></category>
		<category><![CDATA[Malaysia]]></category>
		<category><![CDATA[Giochi Sacri]]></category>
		<category><![CDATA[Malesia]]></category>
		<category><![CDATA[metropoli asiatiche]]></category>
		<category><![CDATA[terrorismo islamico]]></category>
		<category><![CDATA[Vikram Chandra]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;La sera prima di essere accusato di triplice omicidio, l&#8217;unica persona che, per qualche istante, Terry Fernandez aveva pensato di ammazzare era se stesso. Ma quell&#8217;idea era sparita, come facevano spesso le idee di Terry, all&#8217;arrivo del suo sesto whisky allungato.&#8221;
 Fin qui sembra un classico poliziesco americano e invece siamo a Kuala Lumpur. 

Una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>&#8220;La sera prima di essere accusato di triplice omicidio, l&#8217;unica persona che, per qualche istante, Terry Fernandez aveva pensato di ammazzare era se stesso. Ma quell&#8217;idea era sparita, come facevano spesso le idee di Terry, all&#8217;arrivo del suo sesto whisky allungato.&#8221;</em></p>
<p><em> </em><span style="font-size: 13.3333px;">Fin qui sembra un classico poliziesco americano e invece siamo a Kuala Lumpur. </span></p>
<p><em><span id="more-155"></span></em></p>
<p>Una galleria di<span style="font-size: 13.3333px;"> personaggi maldestri, a cominciare dal protagonista <em>Terry Fernandez</em>, un musicista fallito, che sta per sposarsi con la figlia di un ministro e non sa neanche lui perché. Fino al corrotto ispettore di polizia <em>Azmi</em>, al magnaccia<em> Fellatio Lim</em> che crede di chiamarsi come il Dio Greco del Potere e della Sapienza, al gestore del locale Hideout <em>Pak Jam</em> grosso e gentile, all&#8217;agente della CIA <em>Julio Chavez</em> che non sa mai bene cosa pensare, al giornalista cialtrone <em>Joe Manian</em> del Malayan. Perfino il terrorista islamico <em>Suleiman Salleh</em> diventa sempre più indeciso e comincia a chiedersi se ne valga davvero la pena. E poi ci sono gli altri due protagonisti: <em>Ning Somprason</em>, detta <em>Devil</em>, una prostituta thailandese, il cui unico scopo è di mandare i soldi a casa per permettere alla figlia una vita migliore della sua; e <em>Chia</em> il tassista paranoico, guida mobile e spirituale dei &#8220;buoni&#8221; del romanzo. Sono proprio questi ultimi i personaggi con la personalità più forte: Ning che sembra debole e fragile si rivela invece molto determinata e coraggiosa; Chia che sembra un visionario fanfarone è invece l&#8217;unico a capire il complotto. Tutti questi sono i protagonisti di Malesia Blues, noir mozzafiato ambientato a Kuala Lumpur.</span></p>
<p>Proprio la goffaggine dei personaggi è uno dei punti di forza del romanzo, <span style="font-size: 13.1944px;">che si legge in un attimo e che sembra svolgersi in un&#8217;unica lunga notte anche se così non è. Le mattine sembrano notti e le luci sono sempre artificiali e ci sembra di stare anche noi imprigionati dentro quella metropoli soffocante. </span></p>
<p><span style="font-size: 13.3333px;">Mi sarebbe piaciuto però che questa sensazione di buio, di oscurità infinita, si riflettesse nell&#8217;architettura del romanzo, rendendolo così meno simileal poliziesco americano, un&#8217;architettura più consona alla città e al paese in cui la storia è ambientata. </span></p>
<p><span style="font-size: 13.3333px;">Avete presente la struttura di <a href="http://www.vikramchandra.com/" target="_blank">Giochi sacri</a> di Vikram Chandra? Uno dei libri più belli degli ultimi anni e di cui non ho parlato nel mio blog perché l&#8217;avevo già letto prima di cominciare a scriverlo, ma mi riprometto spesso di farlo.</span></p>
<p><span style="font-size: 13.3333px;">Uno spunto interessante di Malesia Blues è la continua rivalità tra le diverse etnie del Paese, che avevo trovato anche <span style="font-size: 13.3333px;">nell&#8217;altro romanzo malese che ho letto da poco <a href="http://www.globalstories.it/2010/06/17/tutto-il-giorno-e-sera/" target="_blank">Tutto il giorno è sera</a> e che fa pensare alla Malesia come a una specie di simulazione dell&#8217;oriente contemporaneo.</span></span></p>
<p><span style="font-size: 13.3333px;"><span style="font-size: 13.3333px;">Insomma se vi piacciono i polizieschi dovete assolutamente leggerlo, ma credo che piacerà anche a chi come me ama curiosare in altri mondi. Buon divertimento.</span></span></p>
<p>Brian Gomez, <em>Malesia Blues</em>, Metropoli d&#8217;Asia 2010, pp. 315 (<em>Devil&#8217;s Place</em>, 2008). Traduzione dall&#8217;inglese di Giovanni Garbellini.</p>
<p><em>Brian Gomez</em> è un <a href="hthttp://www.onlineopinion.com.au/author.asp?id=2800" target="_blank">giornalista politico</a> in Malesia. <em>Malesia Blues</em> è il suo primo romanzo.</p>
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		<title>Tutto il giorno è sera</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Jun 2010 21:48:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cristina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Autori]]></category>
		<category><![CDATA[Malaysia]]></category>
		<category><![CDATA[Paesi]]></category>
		<category><![CDATA[Preeta Samarasan]]></category>
		<category><![CDATA[Anna Nadotti]]></category>
		<category><![CDATA[Einaudi]]></category>
		<category><![CDATA[Federica Oddera]]></category>
		<category><![CDATA[Ipoh]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;C&#8217;è una terra che si protende dal collo sottile dell&#8217;istmo di Kra delicata come la testolina di un uccello, e forma la metà di un paese chiamato Malaysia. E&#8217; una terra senza primavera senza estate senza autunno senza inverno. Può capitare una giornata impercettibilmente più umida o più secca, ma sono perlopiù calde, umide, luminose, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>&#8220;C&#8217;è una terra che si protende dal collo sottile dell&#8217;istmo di Kra delicata come la testolina di un uccello, e forma la metà di un paese chiamato Malaysia. E&#8217; una terra senza primavera senza estate senza autunno senza inverno. Può capitare una giornata impercettibilmente più umida o più secca, ma sono perlopiù calde, umide, luminose, brulicanti di pigra vita tropicale, che porta a interminabili pause tè e folli corse attraverso la città premendo il clacson per arrivare a casa prima dell&#8217;acquazzone pomeridiano. Sono queste le piogge più consuete, sferzanti cordoni d&#8217;argento che allagano i campi da gioco e costringono gli impiegati degli uffici a raggiungere a guado le fermate degli autobus con le scarpe ridotte a secchi. Furiosi e melodrammatici, i rovesci pomeridiani provocano ingorghi spaventosi, per il fumo nero dei camion e lo stridore dei freni degli scuolabus,  e allo stesso tempo bellissimi: con le sinuose strisce di giallo acqueo disegnate ininterrottamente dai fari, con i riflessi dei lampioni azzurrini nell&#8217;improvvisa fioritura di pozzanghere, con la fluorescente malinconia dei chioschi deserti lungo le strade. Sembra che ogni giorno inizi con una fiammata e finisca con questi diluvi, così che il passato, il presente e il futuro scorrano insieme in un perenne fiume indistinto.&#8221;</em></p>
<p><em><span id="more-75"></span></em></p>
<p><em>Tutto il giorno è sera: n</em>on ci poteva essere titolo migliore per questo romanzo con poca luce tutto chiuso com&#8217;è, per trecento novantadue pagine su trecento novantanove, tra le pareti della <em>Grande Casa di Kingfisher Lane</em>. E&#8217; qui che si svolge la storia, che si dipana il groviglio dei rapporti tra i sette componenti della famiglia <em>Rajasekharan</em>, ricca famiglia di origine indiana, con tanti scheletri negli armadi (come si addice alle grandi famiglie che abitano le Grandi Case) con fantasmi annessi. <em>Appa</em> e <em>Amma</em> i genitori e i tre figli <em>Uma</em> <em>Suresh</em> e <em>Aasha</em>, la nonna paterna <em>Paati</em> e lo zio paterno <em>Z</em><em>io-Sala-da-ballo</em>.</p>
<p>E la scrittura, bellissima, gira intorno a se stessa rivelando indizi, e sentiamo l&#8217;oppressione di non poter immaginare nulla perché tutto è già successo, e giriamo anche noi, la testa vuota per il caldo umido, le gambe che si trascinano lente, verso la resa dei conti, lo svelamento definitivo, tra presente passato e futuro.</p>
<p>E non c&#8217;è<em> un</em> personaggio principale, ma sono tutti protagonisti indispensabili, uno peggio e al tempo stesso meglio dell&#8217;altro.</p>
<p>Molto utili i racconti sui rapporti tra le tre diverse etnie: malese cinese e indiana.</p>
<p>Assolutamente da leggere.</p>
<p>Preeta Samarasan, <em>Tutto il giorno è sera</em>, Einaudi 2010, pp. 399, (<em>Evening is the Whole Day</em>, 2008). Traduzione di Anna Nadotti e Federica Oddera.</p>
<p><em>Preeta Samarasan</em> è nata e cresciuta in Malesia. Ha studiato negli Stati Uniti dove ha preso un dottorato in Musicologia. Vive in Francia. <em>Tutto il giorno è sera</em> è il suo primo romanzo.</p>
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