Questo è un blog dove parlo dei libri che leggo. E siccome in questi anni leggo soprattutto romanzi di scrittori non occidentali, sarà un blog su romanzi non occidentali. Sono partita un po’ di anni fa leggendo gli scrittori giapponesi, poi sono arrivata in India, Pakistan e dintorni, con qualche viaggio in Israele, Nord e Sud Africa, passando per la Cina. Leggere romanzi ambientati in paesi non occidentali è un po’ come viaggiare in quei paesi, così come quando ero più giovane e leggevo i classici del ‘700 e del ‘800 mi sembrava di viaggiare nel passato.

Archive for the ‘Somalia’ Category

La mia casa è dove sono

Thursday, February 24th, 2011

“Guardo ancora la foto di mio nonno. Il bianco della sua pelle mi ha posto questi interrogativi irrisolvibili. Il bianco di quella pelle metteva in crisi la costruzione che mi ero fatta della mia fiera identità africana. Nessuno è puro a questo mondo. Non siamo mai solo neri o solo bianchi. Siamo il frutto di un incontro o di uno scontro. Siamo crocevia, punti di passaggio, ponti. Siamo mobili, e possiamo volare con le ali nascoste nelle pieghe delle nostre anime celesti.”

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Posted in Igiaba Scego, Somalia | 7 Comments »

Madre piccola

Sunday, August 31st, 2008

“Questa è una storia che non si riesce a raccontare. La mia mente sta ancora bevendo quei singhiozzi. Sento nella gola quell’acqua che non c’è e vedo il deserto che non finisce. Sento persone gridare e gridare per la paura di morire. Sono schiacciata, stretta compressa, calciata nel fuoristrada dalle ruote dentate. Ascolto il fiato di quella macchina che sputa e suda, che sbuffa e macina. Su e giù, su e giù. Nausea che mi riempie la gola. La sabbia spessa mi brucia gli occhi e l’orizzonte mi sembra uguale. Dimentico dove sorgerà e dove tramonterà il sole. Vedo la traccia sulle dune che si cancella, e ho la tentazione, ma non la forza, di correre, correre, correre, perché le mie gambe sane possono essere più veloci di quelle ruote. Il deserto cresce e scoppia dentro di me, urlando e sgorgando dal petto in mezzo alla notte, come fuoco vivo.”

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Posted in Cristina Ali Farah, Somalia | 2 Comments »

Nodi

Monday, May 19th, 2008

“Cambara rallenta fino quasi a fermarsi, mentre giunge in vista della casa di famiglia. Il cuore accelera, la mente ribolle di pensieri frenetici; ha appena deciso cosa fare quando, avvicinandosi al cancello della proprietà, scopre che è socchiuso, la serratura bloccata da un grosso sasso. Il cancello semiaperto è una traccia di vita. Era abbastanza comune lasciare le porte aperte notte e giorno, quando lei abitava a Mogadiscio e si poteva dare per scontata la pace. [...] Cambara si appoggia al muro, nascosta alla vista, mentre il cuore le scorre troppo rapido nelle vene. Ora che ha avuto un momento per esaminarla, tutta la zona le sembra più in rovina di quanto si aspettasse: un bastione diroccato costruito in difesa di una città prossima a cadere.

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Posted in Nuruddin Farah, Somalia | No Comments »