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	<title>GlobalStories &#187; Preeta Samarasan</title>
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	<description>recensioni di romanzi di scrittori non occidentali</description>
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		<title>Tutto il giorno è sera</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Jun 2010 21:48:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cristina</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><em>&#8220;C&#8217;è una terra che si protende dal collo sottile dell&#8217;istmo di Kra delicata come la testolina di un uccello, e forma la metà di un paese chiamato Malaysia. E&#8217; una terra senza primavera senza estate senza autunno senza inverno. Può capitare una giornata impercettibilmente più umida o più secca, ma sono perlopiù calde, umide, luminose, brulicanti di pigra vita tropicale, che porta a interminabili pause tè e folli corse attraverso la città premendo il clacson per arrivare a casa prima dell&#8217;acquazzone pomeridiano. Sono queste le piogge più consuete, sferzanti cordoni d&#8217;argento che allagano i campi da gioco e costringono gli impiegati degli uffici a raggiungere a guado le fermate degli autobus con le scarpe ridotte a secchi. Furiosi e melodrammatici, i rovesci pomeridiani provocano ingorghi spaventosi, per il fumo nero dei camion e lo stridore dei freni degli scuolabus,  e allo stesso tempo bellissimi: con le sinuose strisce di giallo acqueo disegnate ininterrottamente dai fari, con i riflessi dei lampioni azzurrini nell&#8217;improvvisa fioritura di pozzanghere, con la fluorescente malinconia dei chioschi deserti lungo le strade. Sembra che ogni giorno inizi con una fiammata e finisca con questi diluvi, così che il passato, il presente e il futuro scorrano insieme in un perenne fiume indistinto.&#8221;</em></p>
<p><em><span id="more-75"></span></em></p>
<p><em>Tutto il giorno è sera: n</em>on ci poteva essere titolo migliore per questo romanzo con poca luce tutto chiuso com&#8217;è, per trecento novantadue pagine su trecento novantanove, tra le pareti della <em>Grande Casa di Kingfisher Lane</em>. E&#8217; qui che si svolge la storia, che si dipana il groviglio dei rapporti tra i sette componenti della famiglia <em>Rajasekharan</em>, ricca famiglia di origine indiana, con tanti scheletri negli armadi (come si addice alle grandi famiglie che abitano le Grandi Case) con fantasmi annessi. <em>Appa</em> e <em>Amma</em> i genitori e i tre figli <em>Uma</em> <em>Suresh</em> e <em>Aasha</em>, la nonna paterna <em>Paati</em> e lo zio paterno <em>Z</em><em>io-Sala-da-ballo</em>.</p>
<p>E la scrittura, bellissima, gira intorno a se stessa rivelando indizi, e sentiamo l&#8217;oppressione di non poter immaginare nulla perché tutto è già successo, e giriamo anche noi, la testa vuota per il caldo umido, le gambe che si trascinano lente, verso la resa dei conti, lo svelamento definitivo, tra presente passato e futuro.</p>
<p>E non c&#8217;è<em> un</em> personaggio principale, ma sono tutti protagonisti indispensabili, uno peggio e al tempo stesso meglio dell&#8217;altro.</p>
<p>Molto utili i racconti sui rapporti tra le tre diverse etnie: malese cinese e indiana.</p>
<p>Assolutamente da leggere.</p>
<p>Preeta Samarasan, <em>Tutto il giorno è sera</em>, Einaudi 2010, pp. 399, (<em>Evening is the Whole Day</em>, 2008). Traduzione di Anna Nadotti e Federica Oddera.</p>
<p><em>Preeta Samarasan</em> è nata e cresciuta in Malesia. Ha studiato negli Stati Uniti dove ha preso un dottorato in Musicologia. Vive in Francia. <em>Tutto il giorno è sera</em> è il suo primo romanzo.</p>
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